Nata a Capo d’Orlando il 27 settembre 1956, è giornalista, corrispondente Rai da Bruxelles e vicedirettore del Tg3.
Inviata della redazione economica del Tg3 dal 1996 al 2007, è stata impegnata attivamente nel sindacato dei giornalisti della Rai, Usigrai, anche come membro dell’esecutivo, e rappresentante del comitato di redazione del Tg3 per 2 bienni. Professionalmente si è occupata dell’informazione di politica economica e ha seguito vari vertici del fondo monetario, del G8 e del WTO. Ha commentato in diretta televisiva i drammatici eventi del G8 di Genova.
Tra le varie inchieste realizzate al Tg3 quella sulle cartolarizzazioni degli immobili pubblici per Primo Piano, quotidiano di approfondimento del Tg3. Dal 1989 al 1991 è stata autrice del programma in seconda serata di Rai1 Atlante, programma di geografia economica e politica. Dal 1981 al 1991 ha lavorato per vari programmi per ragazzi di Rai1 in qualità di presentatrice, autrice e responsabile; da Direttissima con la tua antenna a Big con Piero Chiambretti.

È autrice di vari libri, tra i quali Lo stivale di carta, Editori riuniti 2004, inchiesta sull’affare immobiliare del secolo (i costi delle cartolarizzazioni immobiliari fatte dallo Stato italiano dal 2001 al 2004), Una nuova anima Europea, Editrice AVE, 2002 Intervista al Presidente della commissione Europea Romano Prodi, Beati quelli che piangono e hanno fame, Paoline Editoriale Libri, 1995, Il dialogo nella vita cristiana, Paoline Editoriale Libri, 1994.

Giorgio Dell’Arti ricorda alcune sue frasi:

«A Bruxelles ci sono capitata per caso perché occorreva un nuovo corrispondente. Ne ho parlato col mio direttore ritenendo che, avendo seguito per tanto tempo la politica economica, il mio profilo professionale potesse avvicinarsi alle esigenze della sede. Di Europa sono stata appassionata da sempre, è la storia di un’impresa gigantesca di unificazione di paesi che fino al giorno prima si erano fatti la guerra. Nonostante la fase attuale sia molto difficile, credo che ci siano le prospettive per potere ancora credere e lavorare per il progetto europeo» (a Giuseppe Bosso).
«Quando sono partita per Bruxelles una mia collega mia disse: “Adesso ti metterai tranquilla – sapeva che lavoravo molto – ogni tanto ti metterai a scrivere un libro, perché noi più di qualche pezzo al mese non ti prenderemo”. Dopo è scoppiata la crisi. E la crisi ha fatto emergere la necessità di avere più Europa e io ho passato giorni interi al chiodo per seguire tutti i passaggi di quelli che erano gli allarmi ma anche di questo faticosissimo processo di costruzione. Adesso la gente, anche per strada, mi ferma e mi dice “Grazie che ci fai capire qualcosa”» (a Marco Frongia).
«Di fronte al dilagare teutonico, era lei, domenica (il 12 luglio 2015, durante l’Eurogruppo per la Grecia, ndr), a presidiare la controinformazione sul Tg3. “La Germania vuole punirne uno per educare gli altri”, “Alla Grecia si chiede qualcosa di terribile”, “Questo non l’hanno fatto a nessuno: né alla Spagna, né all’Irlanda, né al Portogallo”, “Samaras veniva finanziato facendo solo il 20% delle riforme”, “Il fondo di garanzia in Lussemburgo è un vero esproprio”, “L’Europa è strattonata, ma come possiamo star tranquilli? Io non lo so”. Elogiata dall’incontentabile economista Giulio Sapelli (“Dice giustamente la dottoressa Paterniti…”), l’eroica Giuseppina spaziava dall’economia alla geopolitica, duettava con Tajani, diceva qualcosa di sinistra ma anche non di sinistra, di civiltà. Con la Brigata Kalimera in rotta, non ci resta che Telekalimera» (Giuseppe Salvaggiulo) [Sta 15/7/2015].
«Credo che bisogni fidelizzare il telespettatore seguendo il filo di una notizia».
«Quando faccio colazione leggo la mia rassegna stampa enorme, fatta di giornali italiani e europei. E poi non stacco mai per tutto il giorno. Stacco soltanto durante le vacanze estive».

#C4C Cittanova4Century
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