“Ci sono molti pregiudizi e modi sbagliati di affrontare le cose: siamo cresciuti nella logica della miseria, pensando che creare ricchezza significasse toglierla a qualcuno. Ma questa logica non porta nessuno sviluppo. È un problema di visione: la vera economia si ha quando, a parità di risorse – ma con un salto di qualità legato, ad esempio, all’innovazione – si ottengono maggiori risultati rispetto a prima. Quando un sistema funziona tutti guadagnano e nessuno perde”. Così sintetizza la sua visione. Della vita e del modo di fare impresa in una terra difficile come la Calabria.

Nato a Reggio Calabria da genitori messinesi, il 6 gennaio 1961, dopo il diploma in ragioneria si laurea in Economia e Commercio con il massimo dei voti. Inizia a lavorare nel febbraio 1987 nel settore contabile per tre dei tanti figli di Antonino Giuffrè che avevano ereditato l’azienda agricola paterna. A giugno viene nominato Amministratore Unico. Nel 2006 alcuni fratelli escono dalla società: nasce così la Cooperativa Fattoria della Piana, di cui è Presidente.

Oggi la Cooperativa, a Sovereto di Candidoni, al confine tra le province di Reggio e Vibo, è una vera eccellenza non solo della Calabria, ma di tutto il Sud: oltre alla produzione casearia (Fattoria trasforma 6 milioni di litri di latte l’anno in prodotti freschi e stagionati: 200mila chili di pecorino vengono esportati ogni anno in Usa), è un esempio riconosciuto e preso ad esempio nel campo della green economy: la produzione di energia da fonti rinnovabili (biogas e fotovoltaico) e l’impianto di fitodepurazione sono studiati in tutto il mondo (a giugno 2017 ha tenuto workshop in Giappone per spiegare nelle università e nelle istituzioni il “sistema Fattoria”.

Fattoria della Piana controlla tutta la filiera agroalimentare: coltiva direttamente circa 250 ettari di terreno, opera in ogni fase della lavorazione, dall’aratura fino al raccolto e alla conservazione nei silos, con mezzi agricoli evoluti. I foraggi sono utilizzati per nutrire il bestiame: oltre 900 vacche da latte di alta genealogia. Al latte raccolto all’interno si aggiunge quello proveniente dai 110 allevatori del Monte Poro, dell’Aspromonte e della Sila crotonese.

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